MACERATA

Macerata è un capoluogo di provincia marchigiano che conta circa 40.000 abitanti. I Romani, che colonizzarono per primi la città dove oggi è situata la frazione di Villa Potenza, la denominarono Helvia Recina. Ad essi è legata la costruzione di imponenti monumenti come un teatro dalla capienza di oltre 2000 spettatori, la Salaria, il ponte sul fiume Potenza, nonché numerosi resti di antiche abitazioni. La nascita vera e propria della città però può legarsi al V secolo Quando i Goti invasero la zona e costrinsero gli abitanti a rifugiarsi nell’entroterra. Il termine “Macerata” deriva probabilmente dall’uso di macerare il lino e la canapa, ma taluni ne fanno riferire la nascita alle macerie lasciate dell’antica Recina. Macerata aderì nel XIII Sec. al partito ghibellino, sicchè ricevette, sotto l’egida del Papa numerosi territori divenendo uno dei centri più potenti del tempo. Dopo un’alternanza di dominio guelfo e ghibellino, la città vide il fiorire di numerose chiese come quelle di Santa Maria della Porta, San Francesco e Santa Maria alla Pace. Con l’assunzione del titolo di capoluogo nel XV secolo fu costruita la cinta muraria che la contorna ancora oggi. Insieme ad essa la Cattedrale, il Palazzo dei Priori e quello della Regione, la Chiesa di Santa Maria della Misericordia, situata vicino al Duomo e di quella di Santa Maria alla Fonte del Sabato. Il Cinquecento è il secolo d’oro della città. Non toccata da invasioni, fiorì uno splendido centro in cui si completarono la costruzione delle Mura, del Borgo Novo e Vecchio, della piazza centrale, del Palazzo Legatizio e di quello dello Studio, del Palazzo comunale e della Torre civica, nonché della Strada Grande, e dei Borghi di San Giuliano e San Giovanni Battista. Inoltre, sempre nello stesso periodo, furono edificati Palazzo Floriani, Palazzo Ciccolini, il Palazzo dei Diamanti, Palazzo Marchetti, Palazzo Mozzi, Palazzo Ciccotto Mozzi, la chiesa ed il monastero di Santa Croce, la chiesa di Santa Maria delle Vergini, le chiese di San Liberato e San Rocco. Con l’avvento dell’Illuminismo trovarono terreno fertile le costruzioni non religiose quali case e ville lussuose (Palazzo Asclepi - Salimbeni, quello dei Compagnoni, Palazzo Pellicani, Palazzo Torri, Palazzo Costa, Palazzo De Vico e Palazzo Ugolini), nonché il teatro barocco. Si ebbe poi la costruzione della Chiesa di San Filippo e quella di San Giorgio. Dopo gli anni delle insurrezioni contro le invasioni napoleoniche, fu iniziata la costruzione dello Sferisterio, oggi teatro ma in origine stadio per i giochi cittadini. Macerata ebbe poi un ruolo vitale nel’indipendenza dell’Italia sia nelle lotte contro il Papa sia perché molti Maceratesi fecero parte dei mille Garibaldini, sia perché alcune strategie di azione furono decise nella stessa città. Il ‘900 fu segnato, come d’altronde nel resto d’Italia, dall’ avvento del fascismo, con edificazioni imponenti quali il Palazzo delle Poste, il Palazzo degli Studi, lo stadio "Della Vittoria", il Monumento ai Caduti, il Palazzo del Mutilato e il Palazzo del fascio. La città fu poi notevolmente danneggiata dai bombardamenti nazisti della seconda guerra mondiale ma seppe riprendersi grazie al risorgere dell’economia e al ripopolamento che continua ancora oggi. Oggi Macerata è una ridente cittadina che vive principalmente di turismo e grazie alla presenza di numerose industrie specializzate nel campo della moda. Da visitare la Cattedrale, Palazzo Ricci, il Museo Rinascimentale, il Museo della Carrozza e la Biblioteca comunale. Piatto tipico della zona sono i vincisgrassi, una sorta di lasagne al forno. La città è attraversata dalla linea ferroviaria Fabriano - Civitanova Marche sulla quale sono ubicate tre stazioni: quella di Macerata a servizio del centro cittadino e quelle di Macerata Fonte Scodella e Urbisaglia - Sforzacosta.

STAZIONI

  NOME GESTORE
MACERATA
MACERATA FONTE SCODELLA
URBISAGLIA - SFORZACOSTA
CORRIDONIA - MOGLIANO

 

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